Garante Privacy: stop alla residenza dei professionisti pubblicata online

Il Garante Privacy vieta la pubblicazione dell'indirizzo di casa dei professionisti online. Scopri come metterti a norma e tutelare i tuoi dati personali.

Ti è mai capitato di cercare il nome di un avvocato, di un consulente o di un architetto su Google e veder comparire, tra i primi risultati, il suo indirizzo di casa?

Spesso pensiamo che, in quanto professionisti iscritti a un albo, i nostri dati debbano essere necessariamente pubblici e accessibili a chiunque. Ma attenzione: c’è un limite sottile, eppure invalicabile, tra trasparenza professionale e violazione della vita privata.

Recentemente, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha messo un punto fermo su questa questione, stabilendo che la pubblicazione online dell’indirizzo di residenza di un professionista è una pratica illecita.

Il caso è nato dal reclamo di un avvocato che aveva trovato i propri dati privati su un portale di informazioni commerciali. Anche se il professionista opera sul mercato, la sua abitazione rimane un luogo privato e non può essere data in pasto al web senza consenso.

Dove nasce il problema

Molti professionisti utilizzano la propria residenza anche come sede legale o domicilio fiscale. Questo però non autorizza portali web, albi o motori di ricerca a diffondere l’indirizzo privato come se fosse un dato puramente aziendale.

La diffusione incontrollata di queste informazioni può esporre la persona a rischi di marketing selvaggio, stalking o semplicemente a una violazione della tranquillità domestica.

Il Garante ha ribadito che il principio di “minimizzazione dei dati” previsto dal GDPR deve essere sempre rispettato: bisogna pubblicare solo ciò che è strettamente necessario per l’attività professionale.

Come mettersi a norma?

Se sei un professionista o gestisci un’azienda che aggrega dati di terzi, devi agire subito per evitare sanzioni pesanti. Ecco i passaggi fondamentali per non correre rischi:

  1. Verifica della sede:
    Se la tua sede legale coincide con casa tua, assicurati che nelle comunicazioni pubbliche e sul tuo sito web sia specificato chiaramente che si tratta di un domicilio professionale, limitando la diffusione del dato personale dove non richiesto per Legge.

  1. Controllo dei portali terzi:
    Monitora regolarmente cosa dice il web su di te. Se trovi la tua residenza pubblicata su siti di “pagine bianche” o aggregatori commerciali senza il tuo consenso, hai il diritto di chiederne la rimozione o l’oscuramento.

  1. Adeguamento dei Data Base aziendali:
    Se la tua attività gestisce dati di altri professionisti, devi assicurarti che il tuo database sia aggiornato e che non stia diffondendo dati eccedenti le finalità professionali.

La conformità al GDPR non è solo un obbligo burocratico, ma uno scudo per la tua reputazione e la tua sicurezza. Spesso però districarsi tra commi e regolamenti è complicato e il rischio di commettere errori (anche in buona fede) è altissimo.

Non rischiare sanzioni o violazioni della tua privacy. 

Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita scrivendo a: gdpr@jobandservice.it. Un nostro esperto analizzerà la tua situazione e ti guiderà verso la soluzione più sicura per te e per la tua attività.

Immagine di copertina:
Foto di Dayne Topkin su Unsplash

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