Formazione finanziata: che cos’è questo strumento aziendale e come funziona?

La formazione del personale è essenziale per la competitività aziendale. Scopri come la formazione finanziata aiuti a migliorare le competenze dei dipendenti senza gravare sul bilancio.

Per quanto decisamente inflazionata da qualunque creator su LinkedIn, partiamo con una grande verità: nel panorama odierno, la formazione del personale è essenziale per mantenere competitività e innovazione all’interno delle aziende.

Immagina, per esempio, un’agenzia di marketing che non si tiene aggiornata sulle novità introdotte dall’IA o un’azienda che acquista nuovi software senza formare i dipendenti al loro utilizzo: quanto possono essere competitive?

Assodato che la formazione è un asset fondamentale per qualunque tipo di attività, ogni imprenditore si troverà davanti a un nodo da affrontare: i costi della formazione.

Stando al rapporto ISTAT 2022, ogni ora di formazione del personale costa in media al datore di lavoro 56€. Immagina di avere una PMI di 10 dipendenti e che ciascuno di questi faccia 30 ore di formazione non obbligatoria l’anno. Parliamo di 16.800 € annui che, nel caso la formazione sia relativa a un’innovazione aziendale come un macchinario o un software, vanno a sommarsi al costo dello stesso. Possibile che non ci sia un modo per ammortizzarli?

La formazione finanziata

La formazione finanziata è l’opportunità di crescita e sviluppo aziendale che non pesa sul bilancio, in quanto permette di recuperare fino al 100% degli investimenti nelle competenze del personale. Ma come funziona?

I Fondi Interprofessionali

Il primo strumento di finanziamento a supporto della formazione del personale sono i Fondi Interprofessionali, ossia associazioni promosse da Confindustria, CGIL, CISL (e UIL, nel caso di Fondimpresa) nate a partire dai primi anni duemila e monitorate dal Ministero del Lavoro per rendere accessibile la formazione continua nelle imprese.

I Fondi Interprofessionali vanno a recuperare quello 0,30% dei contributi del personale che vanno versati obbligatoriamente all’INPS come Contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria e li convertono in fondi da utilizzare per sostenere i costi di docenza.

Esistono ad oggi 19 Fondi Interprofessionali in Italia, ciascuno con specifiche e indirizzi diversi in base al tipo di personale che si può mettere in formazione.

Ad esempio, esistono fondi dedicati alla formazione manageriale, fondi per l’agricoltura, fondi per il settore terziario e via così.

I Fondi Interprofessionali sono uno strumento molto valido, ma è possibile che lo Stato non proponga nessun tipo di agevolazione per la formazione?

Fondo Nuove Competenze (FNC)

Il Fondo Nuove Competenze (FNC) è un fondo pubblico cofinanziato dall’Europa nato per dare ai datori di lavoro l’opportunità di migliorare o accrescere le competenze del loro personale.

Grazie alle risorse del Fondo, gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le aziende possono adattarsi con costi ridotti alle nuove condizioni del mercato del lavoro.

FNC rimborsa alle imprese che ne fanno domanda parte degli oneri retributivi e contributivi dei dipendenti in formazione. I costi di docenza possono rimanere a carico dell’impresa o possono essere sostenuti con il supporto dei Fondi Interprofessionali se l’impresa è aderente a uno di questi.

A questo punto, a qualche lettore attento che è arrivato fino a qua, potrà essere sorto il dubbio che anche le Regioni possano fare qualcosa in merito. E il lettore attento avrebbe un dubbio legittimo.

I Fondi Regionali

Molte regioni italiane, infatti, grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo Plus, incentivano la formazione del personale occupato e da occupare con bandi di finanziamento volti a rimborsare fino al 100% dei costi di una campagna formativa.

Ogni regione italiana propone bandi diversi e con diversi indirizzi, tutti accomunati però dall’obiettivo europeo di favorire “lo sviluppo di competenze digitali, di competenze green e volti alla sensibilizzazione sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro ulteriore rispetto agli obblighi di formazione previsti dalla normativa in capo al datore di lavoro”.

Qual è il ruolo degli enti di formazione?

Leggendo parole come “sindacati”, “Ministero” e “Fondo Sociale Europeo” ti sarà comparsa una precisa parola in mente: burocrazia. Ebbene, il compito di un ente di formazione è proprio quello di farsi carico di tutta quella burocrazia necessaria a ottenere il finanziamento e occuparsi di tutto quello che concerne un piano formativo finanziato, dalla scelta del finanziamento più indicato alla progettazione e alla rendicontazione.

Conclusione

In un mondo dove l’innovazione corre sempre più veloce, investire nella formazione del personale non è solo una scelta saggia, ma una necessità. E con gli strumenti di formazione finanziata a disposizione, le aziende possono trasformare quella che potrebbe sembrare una spesa onerosa in un investimento strategico. 

RapportoIstat:
REPORT-formazione-imprese.pdf

Formazione finanziata:
www.fortraining.eu

Immagine di copertina:
Foto di Kenny Eliason su Unsplash

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